Se la tua casa ha freddo, mettile IL CAPPOTTO

In Italia abbiamo un patrimonio edilizio che conta il 74% circa degli edifici residenziali realizzato prima degli anni ‘80.

Questo, nella maggior parte dei casi, vuol dire disporre di edifici costruiti senza aver seguito direttive specifiche in fatto di risparmio energetico e qualità dei materiali.
Va da sé che il tema della riqualificazione e dell’efficientamento energetico si sta trasformando in necessità, considerate le condizioni del pianeta e l’allarme inquinamento e, soprattutto, i consumi energetici elevatissimi non più compatibili con i costi raggiunti dai combustibili.
È importante che di queste problematiche si rendano partecipi tutti, soprattutto coloro i quali, non essendo attori protagonisti nel settore edilizio, ma solo fruitori spesso inconsapevoli, hanno poca cognizione di quali (e quanti) siano, invece, i benefici che una buona riqualificazione può apportare alla vita di ognuno di noi.

ELIMINARE LE DISPERSIONI TERMICHE

In un edificio costruito senza seguire i dettami della bioedilizia e del risparmio energetico, avvengono delle dispersioni termiche che oltre a creare ambienti freddi e umidi all’interno dell’abitazione, agiscono negativamente sia sulle nostre tasche che su un fattore meno visibile, ma al quale siamo tutti sottoposti senza averne coscienza: il comfort abitativo.
Le dispersioni maggiori sono quelle che avvengono per trasmissione, attraverso tutti gli elementi non coibentati che costituiscono un edificio.

  • Tetto
  • Involucro esterno
  • Solaio (solaio ultimo piano o verso lo scantinato; solaio contro terra)
  • Finestre
  • Ponti termici

Ci siamo già occupati del TETTO in un approfondimento (che vi consigliamo di leggere qui), elemento tra i più importanti per le dispersioni invernali e per l’accumulo di calore durante l’estate.

Subito dopo il tetto, uno degli elementi la cui funzione risulta essere importante, in termini di potenziale per raggiungere un buon livello di riduzione dei consumi e di miglioramento dello stato del comfort , è l’INVOLUCRO ESTERNO.

Un risanamento di tipo energetico eseguito a regola d’arte deve essere finalizzato, in primo luogo, a ridurre al minimo le dispersioni, applicando all’intero involucro un isolamento termico il più possibile privo di interruzioni.
Eliminare i ponti termici e realizzare un involucro edilizio ben isolato vuol dire risparmio dei costi per il riscaldamento invernale (e il raffrescamento estivo), aumento del comfort e, cosa da non sottovalutare, aumento del valore dell’immobile.

Gli interventi di isolamento sull’involucro possono essere di diverso tipo, vediamo di seguito quali.

 

ISOLAMENTO ESTERNO

ESEMPIO DI ISOLAMENTO ESTERNO – immagine presa dal web

 

È sicuramente quello più efficace per il raggiungimento di un risparmio energetico e un comfort abitativo elevati, perché è in grado di creare uno sbarramento al passaggio del calore dall’interno all’esterno, evitando dispersioni e controllando la formazione di umidità all’interno della parete.
Per isolare esternamente un edificio esistono diversi sistemi:

 

  • sistema di isolamento termico a cappotto: prevede pannelli isolanti da applicare direttamente sulla parete ricoperti con intonaci particolari di protezione. È certamente il sistema più efficace. Garantisce un buon controllo dei ponti termici, una bassa dispersione termica e il controllo della formazione di muffe e condensa.
  • intonaco termoisolante esterno: è una alternativa ai pannelli isolanti, laddove l’isolamento non sia compatibile con i caratteri estetici e tecnologici delle facciate. Ha un potere isolante inferiore rispetto all’ isolamento a cappotto
  • sistema a facciata ventilata (o parete ventilata) si usa quando si ha la necessità di modificare la configurazione estetico/architettonica di un edificio esistente e prevede dei pannelli isolanti da applicare sulla superficie esterna dell’edificio distaccati dalla struttura. È una tecnologia che ha il vantaggio di adattarsi in situazioni di ristrutturazioni complesse.

 

ISOLAMENTO INTERNO

ESEMPIO DI CAPPOTTO INTERNO – immagine presa dal web

 

Si fa ricorso all’isolamento interno quando ci si trova di fronte e interventi su facciate sotto tutela oppure in casi in cui la facciata presenti un numero notevole di sporgenze come i balconi o le logge.
È un sistema che consente un miglioramento della coibentazione dell’involucro, ma presenta delle carenze sull’eliminazione dei ponti termici, soprattutto quelli strutturali tra chiusura verticale e struttura orizzontale.

 

ISOLAMENTO IN INTERCAPEDINE

ESEMPIO DI INSUFFLAGGIO -Immagine presa dal web

È un sistema che prevede la realizzazione di un isolamento termico tramite l’ insufflaggio di materiali isolanti all’interno della parete, laddove vi siano sistemi di pareti stratificate. Non è molto consigliato, perché la presenza di elementi come le finestre, i pilasti o i solai creano interruzioni continue che non consentono la garanzia di un isolamento efficace e soprattutto non risolvono tutta una serie di ponti termici.

 

QUALI MATERIALI USARE

Il tipo di materiale da utilizzare in fase di isolamento è importante tanto quanto il sistema di cui si decide di avvalersi.
Le tipologie di isolante in commercio sono diverse e di diverso genere:

  • materiali naturali
  • materiali sintetici
  • materiali minerali

La decisione dipende da i risultati che si vogliono ottenere e dall’importanza che si vuole dare ad aspetti non solo di tipo quantitativo, ma anche qualitativo del proprio modo di abitare la casa (e anche la terra!).
I materiali naturali hanno, infatti, il valore aggiunto di essere una scelta sostenibile sia per il comfort abitativo, avendo come caratteristiche una maggior traspirabilità e, dunque, la garanzia di ambienti più salubri, sia per la causa ambientale, essendo materiali ecologici e a basso impatto, sia in fase di utilizzo che in fase di smaltimento.

L’alternativa più valida ai materiali di sintesi è costituita dal SUGHERO, ecocompatibile e traspirante, molto utilizzato per i sistemi di isolamento a cappotto.
Coprirsi per ripararsi dal freddo non vuol dire chiudersi in un sacco che non lascia traspirare la pelle, ma coprirsi con tessuti possibilmente caldi ma allo stesso tempo traspiranti e sani. Anche per la casa vale lo stesso principio: una protezione dagli agenti esterni garantisce un ottimale comfort di vita solo se permette ai muri di respirare, proteggendo la casa cosi come si protegge un organismo vivente.
Dunque il cappotto, anche per la nostra casa, dovrà essere leggero e traspirante.

Esempio di isolamento esterno con SUGHERO BRUNO

 

IL SUGHERO è il materiale che ha tutte le caratteristiche per lavorare come se fosse una giacca a vento: tiene lontano il freddo e l’acqua permettendo alle pareti di respirare, essendo permeabile al vapore.
Inoltre è un materiale che ha delle caratteristiche altamente prestazionali anche per la protezione dal caldo estivo.

 

Emanuela Gioia

 

 

 

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