LA GREEN BUILDING e il valore etico della sostenibilità.

Il Mondo della “Green Building”–   Edilizia Sostenibile, Bioedilizia o Bioarchitettura –  sta diventando sempre più incalzante e, soprattutto, sempre più valutato con la giusta consapevolezza dall’utente finale.

Nonostante ciò, il concetto di  Sostenibilità nell’Edilizia viene, ancora, erroneamente semplificato attraverso un percorso di tipo esclusivamente funzionale,  tradotto nell’ opportunità di “aggiungere”, al bisogno, tutti quei supporti a sostegno di un risparmio energetico, qualificando come “green” un edificio che, in realtà, lo è solo apparentemente e non concettualmente.

Questa interpretazione della sostenibilità banalizza, di fatto, un concetto molto più ampio, quale è quello legato alla qualità ambientale di un edificio, sovrapponendovi un’ idea di sostenibilità apparente, la cosiddetta “greenwashing”, che induce il fruitore finale ad avvalersi di termini e atteggiamenti che fanno moda, dequalificando, insieme al vocabolario, anche la causa ambientale.

Le tematiche ambientali hanno un alto impatto nel quotidiano di ognuno di noi, considerati gli ultimi “sviluppi”, che somigliano più ad una involuzione che ad una evoluzione, legati alla siccità degli ultimi tempi, al sempre più alto inquinamento dell’aria e, principalmente, ai cambiamenti climatici che rappresentano una delle problematiche più serie del nostro pianeta.

Questo gravissimo stato di alterazione dell’ecosistema impone un impegno che parta dal basso, quindi dalla capacità di ognuno di noi di modificare i comportamenti acquisiti, e ci chiede, ad alta voce, di iniziare ad utilizzare accorgimenti  effettivi ed efficaci,  che esulino dall’indebita appropriazione di terminologie green, ma che abbiano come presupposto fondamentale quello di una corretta riqualificazione  e conservazione dell’ambiente.

Tenendo conto di certi dati e della consapevolezza di quanto l’edilizia incida sulle condizioni complessive del pianeta, la necessità di riconsiderare il modo in cui un edificio possa nascere, o diventare, sostenibile, ci indirizza verso una attenta valutazione di una serie di fattori che, insieme, riducano al minimo l’impatto del costruito sulla salute dell’uomo e dell’ambiente.

L’esclusivo uso di pannelli solari o fotovoltaici rende un edificio “green” da un punto di vista energetico, grazie alla forte riduzione dei consumi con un conseguente minor impatto sull’ambiente, ma non può essere sufficiente per abbracciare il concetto di edilizia ecologica, il quale punta il suo sguardo, più ampio e globale,  oltre le tematiche tecniche estendendosi verso aspetti di tipo emotivo, sensoriale e sociale.

Costruire in maniera sostenibile presuppone la presenza di una progettazione a monte che predisponga fin dalle prime fasi embrionali l’intero processo edilizio, affinché questo risulti quanto più attendibile nella sua configurazione ecocompatibile. Una configurazione che vedrà lavorare insieme l’organismo architettonico e le soluzioni tecnologiche introdotte: un processo  la cui finalità sarà quella di  ridurre l’impatto del costruito sull’ambiente e che terrà conto dell’efficienza energetica dell’edificio, ma anche del miglioramento del comfort abitativo, e quindi della salute di chi andrà ad abitarlo.

Sarà uno scenario in cui il contesto nel quale il costruito agirà, le risorse naturali e la possibilità di un riuso dello spazio e dei materiali, l’orientamento, il soleggiamento e l’ombreggiamento prodotto dalle preesistenze, la ventilazione naturale, l’utilizzo di sistemi di gestione dell’energia rinnovabile per l’autoproduzione e l’autosufficienza, gli involucri esterni altamente performanti,  i sistemi di domotica, avranno ruoli determinanti e strettamente collegati tra loro affinché i concetti di bioclimatica si trasformino in un meccanismo virtuoso che restituisca la giusta forma ad un “Sistema Costruttivo” a impatto zero e a consumo zero di energia.

Un processo complesso, dunque, che presuppone un approccio di tipo culturale e una visione etica dell’aspetto “green” che diano la giusta spinta, a chi si occupa di questo settore, di muoversi  nella direzione della salvaguardia della salute dell’uomo, riducendo l’impatto ambientale attraverso l’uso quanto più possibile limitato di risorse non rinnovabili e la scelta di materiali naturali, meno pericolosi per la salute dell’uomo, che abbiano un dialogo aperto con l’ambiente circostante.

Un processo che restituisce la possibilità di una riscoperta del valore della sostenibilità, affinché questa (e molte altre) non rimangano terminologie incomprensibili e inattuabili, ma diventino una lanterna per illuminare la strada della comprensione e della concretizzazione di una scelta consapevole che porti ad una vita qualitativamente migliore e migliorata.

Emanuela  Gioia

 

 

 

 

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