Estetica e bellezza vs riqualificazione e sostenibilita’

Sembra un paradosso, e invece non lo è.

È, però, quello che rischia di diventare una vera e propria gara tra due aspetti che, considerata l’importanza che entrambi rivestono all’interno di una logica di recupero delle città, non dovrebbero stare in competizione, ma completarsi a vicenda all’interno di una dialettica legata all’evoluzione green e sostenibile delle città.

La nuova legge di bilancio, che  proroga gli incentivi fiscali già consolidati  – bonus riqualificazione energetica e ristrutturazioni, sisma bonus, bonus mobili -, prevede  per il 2020 l’introduzione  di «una detrazione per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici per dare un nuovo volto alle nostre città» , come si legge nel comunicato sul Decreto fiscale e Disegno di legge di Bilancio 2020 diffuso dal Cdm.

Il nuovo “Bonus Facciate”, relativo ad un rifacimento puramente estetico, viene annunciato con incentivi fiscali di gran lunga superiori ai bonus che prevedono la riqualificazione energetica, con interventi simili, o la messa in sicurezza e l’adeguamento sismico.

È previsto, infatti, un credito fiscale del 90% per chi rifarà, nel 2020, la facciata di casa o del condominio, in centro storico o periferia, nelle grandi città o nei piccoli Comuni. La norma, quindi, si applicherà probabilmente non solo agli edifici condominiali, ma anche alle villette o alle abitazioni monofamiliari o bifamiliari.

La detrazione del 90 % della spesa sostenuta è, in effetti, un incentivo fiscale che fa venire l’acquolina in bocca a chi ha necessità di consolidare esteticamente  la facciata della propria casa, ma rischia di far perdere le tracce dell’importanza di interventi che oltre all’aspetto estetico mettono in prima linea l’aspetto sostenibile del risultato finale.

COME SARÀ STRUTTURATO IL NUOVO BONUS FACCIATE?

Non si conoscono ancora le direttive pratiche di questo nuovo incentivo fiscale – ispirato ad una famosa legge francese degli anni ’60, la cosiddetta loi Malraux, dal nome dello scrittore e politico André Malraux, ministro della Cultura tra il 1959 e il 1968, che ha cambiato l’immagine di molte città della Francia -, ma la diversa sensibilità del mondo odierno, rispetto al quadro sociale in cui fu convalidata la legge francese con le sue finalità puramente estetiche, verso le tematiche connesse ai problemi ambientali e alla necessità di riduzione dei consumi energetici e alle conseguenti emissioni inquinanti relativi all’ambito edilizio, costituiscono certamente un humus del tutto differente  e per nulla trascurabile.

Pertanto, la necessità che il nuovo “Bonus Facciate” prenda una piega che andrà ad equilibrare tutti gli aspetti importanti, da quello estetico a quello funzionale  e sostenibile, senza entrare in contrasto con le normative esistenti, ma provando a diventare un completamento dei già consolidati Ecobonus e Sismabonus, è sufficientemente  evidente.

In tal senso potrebbe diventare un incentivo in più verso l’attenzione  alla salvaguardia dell’ambiente, della salute e della sicurezza dei cittadini, che andrebbe a braccetto con un obiettivo per nulla trascurabile, che è quello di valorizzare l’aspetto estetico di un patrimonio edilizio ormai logoro e, spesso, causa di degrado di molti quartieri, ma che non può essere messo al primo posto a scapito di obiettivi di importanza superiore legato al percorso verso un’edilizia sicura e sostenibile che inizia a prendere piede, causandone  un rallentamento  che diventerebbe un vero e proprio marcia indietro che non possiamo permetterci.

“Per esempio: a che cosa servono i rubinetti d’oro? Se da quei rubinetti d’oro esce un’acqua inquinata (…)”

Bruno Munari. Da cosa nasce cosa

Emanuela Gioia

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