DECRETO RILANCIO SÌ, DECRETO RILANCIO NO? Per orientarsi sull’ Ecobonus 110%

Dopo il lockdown c’era bisogno di una buona sferzata di ottimismo per riprendere le fila del discorso “incentivi fiscali” che, prima che tutto si fermasse, stava iniziando a prendere piede non solo per un buon rilancio del comparto edilizio, ma soprattutto per lo scopo primario che tutta questa operazione economica dovrebbe sostenere, che è un obiettivo innanzi tutto ambientale ed etico: la grande sfida del  Green Deal Europeo

COS’È IL GREEN NEW DEAL: un recap veloce

Il Green Deal per l’UE  si impegna ad attuare un cambio repentino di direzione, riformulando su nuove basi l’interesse della Commissione europea ad affrontare i problemi legati al clima e all’ambiente. Un nuovo patto verde  che assomiglia ad una sfida, la cui strategia, che vede la questione ambientale come prioritaria, mira a trasformare l’UE in una società dotata di una economia pulita e circolare, che possa ridurre l’inquinamento e fermare i cambiamenti climatici, accompagnando l’Europa  ad essere il primo continente a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

IL LOCKDOWN E IL DECRETO RILANCIO

Prima del Lockdown molto si stava muovendo grazie alle misure già in vigore, quali il bonus facciate e le detrazioni al 50% e al 65% per le altre tipologie di ristrutturazione edilizia e efficientamento energetico. Poi è arrivato il Coronavirus, cascato sul mondo come un meteorite, è ha creato non pochi problemi all’economia tutta.

Il Decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020 ) ha introdotto numerose misure per far fronte alla crisi economica scaturita dall’emergenza Coronavirus. Una delle più interessanti è sicuramente quella legata all’Ecobonus e alla detrazione al 110% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici o per quelli antisismici,  che si aggiunge alle altre già esistenti.

Le operazioni del Decreto Rilancio hanno tenuto tutti con il fiato sospeso per un bel po’, proprio perché la necessità di ripartire ha toccato ogni ambito, e ancora oggi nulla di definitivo bolle in pentola tranne la confusione più totale. Certamente, nessuno poteva immaginare una situazione paradossale come quella che sta avvenendo in questi giorni  in cui, dopo il primo impatto di euforia per ciò che è stato predisposto, il risultato è che il fiato sospeso ha lasciato il posto ad un insensato immobilismo:  in attesa di qualcosa che deve arrivare e non arriva e che, per ovvi motivi, non fa procedere nessuno nemmeno sulle strade già intraprese prima.

Ma andiamo con ordine.

C’è un Decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020 ) che aleggia, ormai, da circa un mese, che ha raccontato alcune teorie. Queste teorie sono diventate fatti, seppur poco certi, a suon di pubblicità ingannevoli, millantati lavori gratuiti per tutti e certezze matematiche di raggiungere i requisiti, necessari per l’attuabilità del Superbonus, fatte ad occhio e croce.

Di fatto, però, di questo decreto si sa ancora concretamente poco:

  1. È un decreto che non è ancora legge e che per essere pienamente operativo dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni;
  2. È un decreto che, una volta diventato legge, necessiterà dell’approvazione dei decreti attuativi, sostanziali per definire i requisiti tecnici previsti al comma 3-ter dell’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, che i progettisti dovranno rispettare al fine di ottenere l’accesso al Superbonus, per trovarsi in regola con i controlli a campione che saranno eseguiti dall’ENEA o dagli Organismi Regionali di Accreditamento;
  3. Dal Ministero dello Sviluppo Economico dovranno essere definite ancora, le regolamentazioni per la trasmissione delle asseverazioni che saranno rilasciate dai professionisti in via telematica agli enti competenti, Regioni o Province autonome per le varie trasmissioni APE, ed all’ENEA;
  4. l’Agenzia delle Entrate dovrà emanare le direttive che delineano le regole per la trasmissione e per l’ottenimento del VISTO di conformità alla procedura. Il visto dovrà essere rilasciato da commercialisti e CAF e servirà per richiedere la cessione del credito a banche o altri intermediari. In mancanza del VISTO, che non sempre potrà essere rilasciato a causa di vizi o inadempienze procedurali o per la mancanza delle condizioni fiscali, non si potrà avere accesso alla cessione del credito, e di conseguenza il Superbonus, non sarebbe ottenibile.

Dunque, per quanto sia un decreto che ha introdotto numerose misure per far fronte alla crisi economica scaturita dall’emergenza Covid_19, se in un primo momento aveva dato delle speranze per una ripartenza sostanziale del lavoro – in ambito edilizio e non solo-, allo stato attuale ha portato un fermo definitivo anche su ciò che prima era già concreto e attuabile nell’immediato.

Va da sé che chi si stava accingendo, ad esempio, ad usufruire dei suddetti bonus ha, in buona pace , deciso di fermare ogni cosa per comprendere meglio le nuove possibilità, bloccando, di fatto, molti lavori che probabilmente avrebbero potuto già accedere alle vecchie detrazioni fiscali del 50% e 65%.

COME MUOVERSI?

Con cautela, sicuramente. E affidandosi a professionisti seri ed esperti.

I motivi sono sostanziali e sono legati al rischio molto alto di cadere in errori che potrebbero costare cari a chi decide di farsi abbindolare dalle truffe travestite dall’affare del secolo: il messaggio che urla la possibilità di farsi casa gratis è assolutamente fuorviante, laddove la situazione, ben più complessa, potrebbe diventare un’arma a doppio taglio.

Per comprendere meglio il meccanismo dell’Ecobonus 110% rimandiamo a questo post de Il sole 24 ore,  in cui sono spiegati molto bene i passaggi da rispettare da parte dei professionisti e delle ditte a cui un cittadino si affida per la realizzazione dei lavori e soprattutto i nodi che potrebbero trasformare questa grande opportunità, che offre ai  cittadini il vantaggio di riqualificare la propria abitazione con costi effettivamente agevolati,  in un potenziale boomerang.

COSA FACCIAMO NOI 

Lo sappiamo bene che in tutto questo ambaradan chi ci va di mezzo è sempre chi ha necessità di usufruire di certe agevolazioni, e che, quasi sempre, entrare in certe dinamiche equivale ad entrare in un tunnel dal quale si ha subito la sensazione di non poter uscire se non con qualche danno.

Ecco perché, da sempre, ci occupiamo di essere un supporto concreto e decisivo per chi decide di intraprendere il percorso della riqualificazione usufruendo dei benefici fiscali.

L’Ecobonus  al 110% è una grande opportunità, ma è un’operazione delicata che necessita di grande attenzione e di tecnici affidabili per evitare di cadere nella trappola di chi proverà ad approfittarne.

Ancor più che, in attesa dei decreti attuativi, molti aspetti non risultano ancora chiari, diventa  importante capire come funziona tutto l’iter per procedere in maniera corretta ed evitare errori, ma soprattutto muoversi per tempo per non rischiare, visti i tempi ristretti della durata dell’Ecobonus, di perdere una grande occasione.

Redazione

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